lunedì 5 febbraio 2018

Paure...



Il fatto che io abbia sempre avuto paura di vederti andar via non e’ riferito a quanto tu trasmettevi a me, ma piuttosto a qualcosa che riguarda me e la situazione in generale.

Ho avuto paura tu volassi via a Marzo / Aprile scorso, quando infatti e’ successo : inizialmente era un timore “sommerso”, dovuto al fatto che tutto era iniziato in modalita’ “easy” come dici tu. 

E poi e’ esploso quando sei andata effettivamente via.

Ho avuto paura quando ci siamo riavvicinati, ma Edo non era ancora del tutto “fuori”.
Ho avuto paura quando hai rivisto Edo.
Ho avuto paura quando siamo rimasti io e te.
Ho paura oggi.

E se ci penso bene, almeno negli ultimi due casi, e’ una paura dovuta a me : se potessi offrirti gia’ oggi tutto quanto, questa paura sparirebbe.

E tutto sommato e’ sempre stata dovuta a me anche prima : se fossi stato libero quando ti ho conosciuta, probabilmente sarebbe stato tutto diverso. Il fatto che io sia impegnato e’ sempre stato un “generatore di paura” per me, perche’ ovviamente tu avresti potuto stufarti in qualsiasi momento e decidere di andare via.

Cosi’ anche oggi, anche adesso, perche’ – come dici tu – alla fine e’ una questione di tempo.

Io, come te, ci sono sempre stato , ancor di piu’ negli ultimi mesi. Ho cercato di darti tutto quello che mi era possibile darti, in termini di tempo e di presenza. Anche io sto cercando, faticosamente, di adattarmi a fare la mia strada senza di te…. Cosa che da un certo punto di vista e’ meglio, perche’ mi permette di concentrarmi sui passi che devo e voglio fare. Dall’altro e’ tremendo, perche’ mi manchi tantissimo, ma capisco che anche vedersi una singola volta possa far tornare indietro entrambi di qualche passo.
 
Ma solo tu, forse, puoi immaginare quanta voglia ho di vederti.

Francy, anche io sono convinto di aver trovato in te qualcosa di prezioso e raro, te l’ho gia’ scritto e detto piu’ volte.

Questo e’ il motivo per cui, anche io, in un certo senso “sono ancora qui” e non mi sono arreso a qualcosa di “conosciuto” che – malgrado le difficolta’ e i malesseri – mi permetterebbe in questo momento di avere “meno pensieri” : sto passando per la prima volta un periodo un po’ particolare, difficile (dovuto a fattori esterni) su lavoro e se non sapessi “chi sei” , “chi ho trovato in te”, “cosa siamo insieme”, probabilmente in questo momento avrei bisogno di non impegnarmi la testa anche su questo e sceglierei quantomeno di spostare “piu’ in la’” tutto quanto.

Ecco…. in questo senso (se sono riuscito a spiegarmi) anche io ti dico che “sono ancora qui”.

A presto amore mio… ti amo.

2 commenti:

  1. buffo, che fosse una paura legata a te e a quanto hai appena scritto mi si è chiarito di colpo ieri notte!
    in che senso "in un certo senso sono ancora qui"? Io lo dò come certo che tu sia "ancora li" (non al 100% ma quasi) altrimenti staremmo parlando del niente, e non avrebbe senso stare in questa situazione.
    Oppure ho capito male io qualcosa?
    Cioè:
    io e te ci stiamo dando un tempo o abbiamo chiuso? (seppur essendoci ancora entrambi, seppur con i sentimenti intatti, seppur etc etc).
    Perchè magari non ci siamo capiti, sul serio.

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  2. mi spiace per le tue difficoltà sul lavoro, davvero!

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