Come si puo’ definire quello che mi
hai tirato fuori ? Non credo ci sia un termine preciso. E non credo tu abbia un’idea precisa di quanto
forte sia tutto questo.
Sono settimane che faccio
considerazioni continue su di me, sulla mia vita, e su un ipotetico “noi”. Non
so cosa darei per essere nella posizione di poterne parlare con te….
Io ho bisogno di un po’ della tua
“schizofrenia”, come la chiami tu. Tu
hai bisogno di una parte del mio essere organizzato e metodico.
A me piace il tuo modo di rapportarti
a me, e alle persone in genere. Sono invidioso di come riesci a mantenere i rapporti con persone alle quali
sei stata molto legata. E forse questa cosa non riusciro’ mai ad impararla….
A te piace la mia timidezza, e
quella sensazione di casa e di calma che ti trasmetto, pronta ad accoglierti
quando hai bisogno di un rifugio.
A me piace il fatto che sei una
donna che non mette confini, che non mette barriere e che non vuole trovarle. E
tu sai che anche io sono cosi’, e questo ti piace. Ci piace. Perché’ non ci
limita.
A te piace la mia poca invadenza,
il mio modo leggero di entrare nella tua vita un po’ alla volta.
A me piace che tu mi abbia subito
accolto, con i tuoi modi caldi.
Mi piace come riusciamo a
parlare. Mi piace come riesci a dirmi le cose e a te piace come riesco a farti
parlare. Sai benissimo che sugli aspetti “intimi”, personali, sono timido, ma
tu riesci a farmi essere diverso. E ho capito che anche io ho trovato un modo
che funziona su di te per non farti tenere dentro tutto.
Entrambi amiamo viaggiare ,
muoverci, vedere luoghi e persone nuove, cibi diversi. Certo, a tutti piace
viaggiare…. Ma io parlo di “come” sapremmo farlo insieme.
Riusciro’ mai a mangiare qualcosa
di portoghese a Lisbona con te, invece che qui a Rimini alla festa dei sapori
del mondo, a fianco al banco della Croazia :-) ?
Ciao tesoro.....
