….Questa notte, mentre venivo a
milano, ho trovato un forte temporale con tantissimi fulmini giganti…. Quando vedi un grosso fulmine cadere abbastanza
vicino a te, si produce un effetto di persistenza sulla retina. In pratica,
anche chiudendo gli occhi, continui a vedere ancora per diversi secondi la
forma del fulmine e il punto esatto dove e’ caduto….
E’ come essere in una stanza
completamente buia, la cui forma e’ indecifrabile, le cui pareti sono lunghissime,
senza fine. Ci cammino a tentoni. Ogni
tanto trovo un angolo, una nuova parete da esplorare solo con l’uso delle mani.
Non capisco nemmeno se ho gia’ fatto tutto il giro, se sono tornato al punto di
partenza… magari ho gia’ fatto 20 volte il giro e non me ne sono accorto….. o
forse e’ un percorso lunghissimo, pieno di svolte che mi confondono e di
ostacoli che mi fanno cadere.
Qualche mese fa ci sono finito
dentro…… ho aperto una porta e sono entrato. La stanza era illuminata a giorno,
tanto da farmi vedere dove tu fossi. C’erano un po’ di ostacoli tra di noi, e avevo
appena iniziato a cercare la strada per arrivare da te.
Poi ad un certo punto il buio
improvviso.
Avrei potuto ancora tornare
indietro, l’uscita era li’ vicino. Ma avevo ancora l’effetto persistenza della
presenza di te dentro la stanza. E ho deciso di proseguire. Al buio.
Sto ancora continuando a camminare,
piano piano, ogni tanto cado e mi faccio male, poi mi rialzo, e cerco un
percorso che mi porti a te.
Probabilmente ora non sei piu’
dentro la stanza, e sono solo ingannato dall’effetto della persistenza. Sento
ancora il tuo profumo, le tue risate, la tua voce e ti continuo a cercare, ad inseguire, e continuo
a farmi male, mi rialzo e ti cerco ancora.
Chissa’….. potrei trovarti,
oppure potresti tu un giorno rientrare in questa stanza.
Non mi interessa quanto tempo ci vorra', anche per Dali' e per Einstein il tempo e' soggettivo e relativo : non mi scapperai una seconda volta.
Anche questa e’ persistenza.
