E cominciata da poco, e’ gia’ mi
sembra di non sentirti da un’eternita’. Il mio equilibrio e’ messo a dura prova,
impazzisco nel non sapere nulla di te, nel sapere che non sono io quello al tuo
fianco, invidio chi in questo momento ha la fortuna di averti vicina, di
poterti conoscere, di poterti parlare, di poter vivere con te esperienze nuove.
Insieme.
Si, mi mangio le mani, da morire,
non so cosa darei per poter tornare indietro e parlarti, condividere con te
quello che mi stava passando per la testa invece di pensare di farti una
stupida sorpresa, fatta con l’intento di guardarti negli occhi per cogliere la
tua emozione (qualsiasi fosse) nel
momento in cui te lo avessi detto.
Se io lo avessi fatto, se ti
avessi parlato prima e se avessi condiviso con te la mia idea, il dialogo con
te, e per come sai dire tu le cose, mi avrebbe portato a realizzare subito cio’
che stavo “covando”, che tutto cio’ che stavo architettando (buffo l’uso di
questa parola con te….) altro non era che il palesarsi di un qualcosa di molto
piu’ importante e profondo di quanto erano state le “intenzioni” fino a quel
momento.
E quantomeno oggi saremmo in una
situazione ben diversa: avremmo capito
che non c’entriamo nulla, che era solo un abbaglio e avremmo potuto tenerci un
legame di amicizia che – in ogni caso – io sento tantissimo. Oppure avremmo
capito di avere le potenzialita’ per un qualcosa di grande.
Mi rode, si mi rode un casino non
sapere come sarebbe potuta andare…..(quantomeno come potenzialita’….)
La tua assenza mi devasta, e’
come un coltello piantato dentro di me : fa male, ma fa ancora piu’ male quando
qualcosa lo fa muovere dalla sua posizione. Entra ancora di piu’, scava ancora
piu’ a fondo, e non capisco quanto possa ancora andare in profondita’.
Passo il tempo pensando quanto mi
piacerebbe fare questo e quello con te, entrare delicatamente nella tua vita
imparando quello che ti piace, assorbendo le tue passioni, cercare di
scambiarle con le mie perché mi hai dimostrato – con poco – di essere una donna
che prima di dire “non mi piace” fa un tentativo, perché’ non ti fermi alle
apparenze, non hai molti schemi e preconcetti, ma sei aperta a capire e
studiare qualsiasi cosa per poi decidede e giudicare se ti piace o no.
Passo il tempo a pensare che mi
rendi meno “orso”, che sai mettermi nella condizioni di dire le cose, e di
tirarle fuori, e che mi piace il modo in cui lo fa. Il tuo modo di dire le cose
mi permette di non mettermi sulla difensiva e di affrontare con te anche
argomenti difficili.
Mi piace come dici le cose, anche
quando sono “difficili”, quando si portano dietro delle dure verita’, e come fai in modo che io possa rapportarmi a te. Mi piace
come mi ascolti e come parliamo.
Devo ri-trovarti tesoro….. ci riusciro’.
