martedì 25 aprile 2017

Festa del 25 Aprile




Non ti avevo mai vista suonare, ma ti ricordavo cosi’, con quell’espressione, con quel viso che mi ha subito conquistato. E cosi’ sapevo che ti avrei rivista. Sei ancora piu’ bella quando suoni.

E’ da ieri che penso se venire o non venire a vederti suonare…. Poi oggi, all’ultimo, ho deciso.

Mi sei passata ad un metro di distanza, all’uscita della metropolitana, vestita di bianco e con una borsa viola (mi pare), eri con qualcun altro della tua associazione. E gia' li'.... il primo tonfo.

Mi ero messo su corso venezia, distante dall’uscita dei giardini dove vi siete messi, perché’ avrei voluto vedervi passare in corteo.
Poi e’ passata piu di un’ora ed il corteo non partiva…. Allora mi sono avvicinato e ho sentito che stavate suonando.

Ti ho vista. Un tuffo al cuore ogni volta che ti giravi un pochino verso di me e potevo vederti il volto, gli occhi…. ma avevo molta paura che tu mi vedessi e non volevo crearti problemi, ne’ “pratici” e nemmeno emotivi o mentali... . E quindi ho fatto attenzione a stare un po’ nascosto…. Ma volevo vederti suonare con il tuo gruppo, volevo sentire dal vivo quello che mi raccontavi, volevo sentire una delle tue passioni fatta da te e non raccontata. Volevo vedere te in mezzo agli altri, con il tuo gruppo.

E’ bellissimo vederti suonare, ti invidio molto per questa cosa, ma allo stesso tempo mi riempie di orgoglio il fatto di conoscerti e di sapere che suoni….  La musica mi accompagnera’ per tutta la vita, e un po’ rimpiango di non aver mai imparato a suonare uno strumento, ma so che accompagnera’ anche te. Non fartela portare via…. Tu sei questo, la musica ti rende cosi’ come sei.

E’ molto bello quello che fate tutti insieme, l’energia che ci mettete la riuscite a trasmettere molto bene fuori. Mi piace.

E’ bellissimo vederti muovere. Tutto quello che ricordavo c’e’ ancora. Come ti muovi, come muovi la testa per spostarti i capelli, il tuo sorriso, il tuo viso, il tuo profilo, come ti guardi intorno, tutto.

Tutto e’ ancora li’ come me lo ricordo.
E’ molto fortunato chi puo’ starti vicino, chi puo’ vivere con te tutto questo.

Sono stato pochi minuti, 3 pezzi. Non volevo invadere troppo il tuo mondo,  ho immaginato di non essere il solo ad essere venuto li’ per vederti suonare. Quei pochi minuti mi sono bastati per farmi impazzire. Non scherzo: mi tremavano le gambe, crampi allo stomaco a causa delle farfalle…. E avevo il cuore a mille ma almeno c’era il vostro suono che copriva il mio….  

Essere li’, a pochi metri da te, vederti, e dover rimanere invisibile, non poterti nemmeno guardare dritta negli occhi , ma essere costretto a stare un po’ di lato per non farmi vedere…. Fatica, tanta fatica…. E fa male…Vorrei correrti incontro, abbracciarti, baciarti, stringerti e dirti di nuovo tutto quello che sento.

Mi sono rintanato in metropolitana e non mi sono nemmeno accorto di quello che mi stava accadendo, ma tanto non se ne e' accorto nessuno...stanno tutti col cellulare in mano :-) 
Fa male....ma ora passa.... mi basta scriverti subito....

Ora mi e’ ancora piu’ chiaro perché’ ho perso la testa per te.

Ciao tesoro....