lunedì 10 aprile 2017

Da dove inizio ?



Dall’inizio….. dal primo incontro con te. “Sono felice di averti conosciuta”. 
E tu lo stesso. 

Cosi’ si e’ concluso il primo incontro, e mentre me ne tornavo a casa riflettevo su quanto – secondo me – fossi stato troppo sulle mie, troppo timido e questo fosse stato evidente ai tuoi occhi. 
Non avrei scommesso un solo centesimo sul fatto che avresti voluto rivedermi una seconda volta. E ho indugiato un po’ prima di scriverti ancora e chiederti un secondo incontro. 

Mi avevi colpito, si mi avevi colpito. Tanto. Tantissimo. 
E oggi so che in quel preciso momento e’ iniziata la vulnerabilita’ che mi circonda….. quella cosa stronza che, fin quando le cose vanno bene rimane “silente”, sotterranea, sei convinto di poterla gestire.  

Le sensazioni della prima sera sono state anche altre: oltre a quello che ho sentito “di me stesso”, c’e’ tutto quello che mi hai trasmesso tu. Fin dalla prima “vista” mentre arrivavo al ristorante. 

Tu eri gia’ li’, e mi hai accolto con un bel sorriso. Caldo, accogliente. 
E – cosa per me molto importante – ho avvertito una bella sensazione di sentirmi a mio agio. Ovvio, la timidezza c’era e’ c’e’ stata anche le volte successive, ma non e’ facile per me sentirmi subito cosi’ bene….per me e’ stato un successo. 

Ti guardavo , ti parlavo, poi abbassavo gli occhi, e ti parlavo di nuovo. E cercavo un modo, una strada per arrivare a te. Poi e’ finito il primo incontro. Davanti alla tua Panda Rossa con quella cosa sull’antenna per poterla riconoscere (se non ricordo male, e’ un qualcosa legato a tua mamma ?). 

Mi avevano colpito di te tante cose….. la tua voce, il tuo sorriso, la tua ironia, il tuo cercare di trovare sempre un sorriso anche nei momenti difficili. Il fatto che tu abbia avuto momenti difficili nella tua vita, ma cerchi comunque di fare un sorriso per andare avanti e ricominciare e' per me molto importante. 
E poi mi piace come ti muovi, come mimi le situazioni che racconti, insomma e’ bello guardarti.

Forse tu ti ritieni piu' fragile di quello che sei. 
Tu pero'  hai le palle di volercela fare da sola.

1 commento:

  1. la prima volta che ci siamo visti ho pensato "troppo elegante per me! io poco truccata, jeans e anfibi, non mi cercherà piu!" e invece mi salta fuori un "metallaro tamarro" imprigionato per necessità in giacca e cravatta! e si, sei stato un po' timido e impacciato, come è giustificato che sia con chi non si conosce, ma curioso. chiedevi, ascoltavi. e raccontavi, ma soprattutto non hai mangiato un tubo, nonostante avessi saltato il pranzo, e tutto quello che hai ordinato tu, lo ho finito io! sono tornata a casa domandandomi cosa diavolo ci facessi tu li quella sera....convinta infatti che non ti avrei più rivisto (anche perchè ti ho finito tutta la cena). di te mi avevano colpito la discrezione e la gentilezza, anche negli occhi. e ovviamente la camicia grigia da compulsivo seriale :)

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