domenica 16 aprile 2017

Turning Point



Credo non ci siano piu’ molti dubbi. Sono abbastanza sicuro di poter dire che tu sia per me un “turning point”. 

Nella vita si incontrano tante persone e, nell’ambito dei rapporti e delle relazioni, alcune di queste le troviamo sul nostro percorso, ma potremmo anche non incontrarle e la nostra vita andrebbe comunque nella stessa direzione.
Poi ne esistono alcune, poche, rare (a detta di molte coppie dovrebbe essere una sola, ma nel mio caso non e’ stato cosi’) che hanno il potenziale di stravolgere la vita e di farle cambiare completamente direzione.

Torniamo al solito discorso…. Purtroppo e’ un qualcosa che io sto realizzando solo ora.  E se rimetto insieme tutti i pezzi, il discorso mi torna: il fatto di pensare inconsciamente di voler passare piu’ tempo con te, cercando di organizzare dei momenti, e soprattutto ora che non ci sei piu’ provare questo desiderio che non se ne va, non accenna a diminuire. 

E parallelamente mi trovo anche a fare serie riflessioni sulla mia vita, sulla mia situazione. Non va male, non posso dire che vada male, ma la mia situazione ha una forte fortissima analogia a quella che avevi tu con Guido. Io non mi sento piu’ “uomo” nella coppia ma un qualcosa di misto tra “fratello/amico/appoggio”. Non mi sento piu’ apprezzato come uomo.  

Questo ha pesato anche molto nella timidezza di cui ti sei accorta nelle nostre notti. Credimi, io mi sentivo molto in imbarazzo, non capivo come tu potessi trovarti bene con me, ho sempre avuto un grosso timore nell’avvicinarmi a te oltre un certo “livello”, e allo stesso tempo provavo un desiderio talmente forte , mi sentivo attratto verso di te, verso il tuo corpo, e alla fine mi sono “buttato”, anche se sempre con grandi difficolta’.

Devo dire, pero’, che mi hai fatto provare sensazioni fortissime : solo lo stare abbracciato con te, averti addosso, stringerti e sentirti muovere addosso a me, strusciarsi fino a consumarsi la pelle mi ha sconvolto.

Questo ha contribuito a quello che chiamavo “sottosopra” : ritrovarmi il giorno dopo a pensare a te, a quello che mi avevi dato, a come mi avevi fatto sentire, sapere che avevi ancora voglia di vedermi, fisicamente e mentalmente, e domandarmi dove fosse finita tutta questa sensazione nella mia vita attuale.

I primi “sottosopra” erano  piu’ dovuti al “senso di colpa”, ma abbastanza presto a quella motivazione se ne e’ aggiunta un’altra : “sto ancora bene dove sto” ?  

Il fatto e’ che anche di questa “seconda motivazione” ne sto cogliendo l’importanza solo ora.
Mi dirai: “beh ma in fondo non ci siamo frequentati per poco , in 3 mesi non te ne eri accorto” ? No. Non so che dire, ma la risposta e’ no. 
Hai ragione, sono un deficiente. Ma la risposta e’ sempre no. 

Mi e’ servita questa “botta” per capirlo.